Dossier Giornalismo on Line – Quarta Puntata: Le caratteristiche del Consumo di Informazione

editoria-onlineIl ruolo del lettore di notizie è profondamente cambiato. I consumatori di informazione, oggi, hanno un ruolo sempre più importante: leggono, commentano, riscrivono, partecipano agli eventi (si parla spesso, e non sempre a proposito, di citizen journalist).

Sono agevolati nel loro compito sia dalle nuove tecnologie (tablet, smartphone, ecc.) grazie alle quali possono agevolmente produrre materiale di interesse giornalistico, sia perché, con l’avvento dei Social Media, possono attivamente partecipare al dibattito e condividere pensieri e stati d’animo, scatenando talvolta la “viralità” delle comunicazioni su Internet.

Il cittadino dunque è un’antenna, una sorta di amplificatore delle news prodotte dai giornalisti ed editori. In Italia, è sempre alto il trasversale (per classi di età e genere) interesse per l’informazione (il 73% degli italiani si dice “molto” o “estremamente interessato”), ben più elevato che nelle altre democrazie avanzate.

L’evoluzione del consumo di informazione passa anche attraverso le modalità di fruizione delle notizie, che avviene sempre più spesso attraverso una molteplicità di apparecchi (dal classico pc, agli smartphone e tablet) e segue percorsi sempre meno convenzionali quali le piattaforme che consentono l’azione, la ricerca e la condivisione sociale.

Su questo aspetto però vale la pena di sottolineare come, spesso, sui social si apprendono le notizie mentre si è collegati per altri motivi e quindi la fruizione della notizia si associa direttamente alla stessa piattaforma.

Ciò deve porre una seria riflessione nella testa degli editori che, mentre da un lato si vedono aumentare il traffico sulle proprie pagine attraverso i social, dall’altro corrono il rischio che la conoscenza del loro marchio editoriale, nel tempo, possa diminuire e quindi possa perdere vigore la stessa forza di penetrazione commerciale del marchio.

Dal confronto tra le distribuzioni per fasce di età, come si evince dal grafico successivo, emergono dati interessanti circa la modalità di fruizione di informazione. In particolare, per alcune fasce di età, cioè il consumo di notizie è piuttosto costante durante l’arco della giornata.

Gli andamenti nel consumo giornaliero di informazione risentono delle differenze tra fasce di età; ad esempio, sulla possibilità di informarsi incidono la tipologia di attività svolta (studente, occupato, pensionato, ecc.), le modalità di svago, la possibilità o meno di connettersi in luoghi pubblici, nonché, soprattutto, le consuetudini.

Fruizione-Giornaliera-Informazione

La curva di domanda di informazione, con la presenza di “picchi” di domanda, è importante nell’orientare le scelte strategiche degli editori, sia relative al modo sia alla quantità di notizie da fornire.

Il concetto di informazione, dunque, si allarga inesorabilmente a contenuti vicini a vere e proprie forme di intrattenimento (il fenomeno dell’infotainment per la TV, le funny, weired, strange e odd news, le stesse fake news sul web).

Oltre ai mutamenti nelle modalità e nel percorso di accesso alle notizie, ciò che cambia è l’interesse per i diversi argomenti trattati da chi produce informazione.

Nel sistema di informazione tradizionale, le notizie vengono offerte al pubblico all’interno di un prodotto unico (quotidiano, tg, periodico, ecc.), in cui la composizione delle notizie è appannaggio dell’editore.

Nel sistema attuale, caratterizzato dalla frammentazione delle notizie e alla disintermediazione, l’interesse dei lettori per i vari temi diventa strategico, soprattutto in considerazione del fatto che in Italia – sorprendentemente in misura maggiore rispetto a contesti come gli Stati Uniti o il Regno Unito –  il pubblico sembra più disposto a pagare per acquistare news online.

Tale disponibilità è strettamente collegata soprattutto alla correttezza e alla qualità dell’informazione, che dipendono dal valore del lavoro giornalistico e dagli investimenti degli editori.

Domanda-vs-Offerta

La domanda di informazione, dunque, è il vero motore del cambiamento. Ora è il consumatore a selezionare, e talvolta addirittura a creare – attraverso servizi di aggregazione di news – una propria offerta.

Le ultime sull’Informazione Digitale in Italia

Sul tema dell’informazione digitale in Italia, non possiamo non citare le cifre che emergono dalla lettura del “INSTITUTE DIGITAL NEWS REPORT 2015 – TRACKING THE FUTURE OF NEWS”, importante studio annuale del Reuters Institute for the Study of Journalism sulle abitudini di consumo dell’informazione online/digitale in 12 nazioni.

Come viene cercata l’Informazione On Line in Italia?

Sono sostanzialmente due le tipologie di utenti: la prima tipologia raggruppa gli utenti che sono affezionati ai siti d’informazione e vi arrivano direttamente, la seconda tipologia identifica invece i navigatori che arrivano a leggere un articolo dopo avere cercato un certo tema sui motori di ricerca.

E l’Italia appartiene proprio a questo secondo gruppo, insieme a Brasile, Giappone, Francia, Spagna e Germania. Non solo: l’Italia è il Paese, tra i 12 analizzati, con la percentuale più alta (il 66%) di utenti che cercano le notizie sui motori di ricerca, mentre solo il 20% dei lettori digitali va direttamente su un sito d’informazione e il 33% di loro approda su una notizia attraverso i social network.

Top-Brands-Weekly-Usage

In merito alla classifica dei mezzi di informazione, in Italia vince come primario mezzo di informazione la televisione (con la radio), utilizzata dal 49% della popolazione contro il 34% dei navigatori della Rete. Molto più giù giornali (8%) e social (10%).

Questo dato è certamente da collegare con la penetrazione di Internet nei Paesi esaminati: l’Italia, in questo caso, è la penultima nazione – tra le dodici analizzate – con appena il 59%, molto indietro rispetto al 97% di Finlandia e Norvegia, al 94% dell’Australia, al 90% dell’Inghilterra, all’87 degli Stati Uniti ma anche all’89% della Germania. Solo il Brasile sta combinato peggio, con una percentuale del 54%.