Semplice eleganza
Dic
16
09
Scritto da Emanuela Boccassini "Ripensandoci" (anno II, n. 12, dic 2009 - Sentimento e ragione) Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Pensiero e azione politica delle donne

 Donna ellenica

Da “angeli del focolare”
a donne socialmente impegnate


di Emanuela Boccassini

L’età ellenistica (323 a. C. – morte di Alessandro Magno –, 30 a. C. – conquista romana dell’Egitto) è un periodo ricco di cambiamenti socio-politici, che coinvolgono anche le donne, che partecipano alla gestione del potere e alle quali è riconosciuta «dignità di individuo».

In realtà il cambiamento più profondo avviene all’interno della coscienza femminile. La donna si rende conto delle proprie capacità, dell’autonomia che le compete, dei diritti e dei doveri.

Limitata libertà

Questa “emancipazione” non vale, però, per tutte le appartenenti al gentil sesso, ma dipende dal luogo e dalla classe di appartenenza. Si assiste in quest’epoca a un miglioramento generale della condizione femminile: viene rispettata e stimata, partecipa attivamente alla vita sociale e aumenta il proprio raggio d’azione. Su esempio delle egiziane, le più libere del mondo antico, le ellenistiche possono ereditare, lasciare in eredità, amministrare i propri beni, ipotecare, chiedere e accordare prestiti, esercitare la materna potestà. Hanno la possibilità di «dare le figlie in mogli e sistemare i maschi come apprendisti».

Donne magistrati e governanti

Sebbene la maggior parte sia esclusa dalla vita politica, tuttavia in alcuni casi, le donne riescono a ricoprire cariche amministrative. Un’iscrizione del II secolo a. C. dà notizia di un arconte donna, Istro, e un’altra del I secolo parla di File, primo magistrato donna che ordina la costruzione di un acquedotto e un bacino. In questi, come in altri casi analoghi, sembra che ciò sia dovuto principalmente alla consapevolezza, acquisita dal genere femminile, del potere economico, sfruttato per compiere opere tali da renderle simili o importanti quanto gli uomini. Inoltre, ampliano le possibilità di scelta nel matrimonio. Spesso infatti, al contrario delle epoche precedenti, i contratti matrimoniali vengono redatti dai diretti interessati, senza l’intromissione del padre della sposa - indispensabile in passato - e si nota come «per entrambi i contraenti si riconoscono diritti e obblighi sociali e morali». I due sessi vengono, quindi, collocati su un livello paritario.
Durante l’Ellenismo molte sono le donne di potere, come Berenice, Arsinoe, la quale regna con il fratello Tolomeo II fino alla morte ed è la prima regina la cui immagine compare sulle monete. Le Cleopatra, fino ad arrivare alla più famosa, la settima, l’intelligente e ambiziosa amante di Giulio Cesare e Marc’Antonio. Molte comunque sono le donne che governano accanto ai compagni, come reggenti al posto di figli giovani o per l’assenza dei mariti, o per pura ambizione.

Alfabetizzazione femminile

Aspetto importante è il desiderio di porre rimedio all’analfabetizzazione (che comunque rimane elevata fra le donne). Ad Alessandria, per esempio, si assiste alla «promozione intellettuale» della donna, che può frequentare la scuola accanto ai maschi. Esempi sono forniti dall’apertura della scuola di Epicuro al gentil sesso e dai cinici, che accolgono la filosofa Ipparchia, la quale accompagna il marito Cratete durante i banchetti e in tutte le occasioni pubbliche, contenta di abbandonare il telaio per la cultura.
Le forme di maschilismo a cui si assiste in questo periodo sono paragonabili a quelle odierne, dovute alla “paura” di una donna in carriera e al “fastidio” nel vedere un genere, sino ad allora considerato inferiore, raggiungere, se non addirittura superare, il livello dell’uomo.

Approfondimenti

Bibliografia

- E. Cantarella, “L’ambiguo malanno”, Editori Riuniti, 1981.
- S. B. Pomeroy, “Dee, prostitute, mogli, schiave. Donne in Atene e a Roma”, Bompiani, 1997.

Redazione

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