Semplice eleganza
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Scritto da Sergio D'amico "Ripensandoci" (anno III, n 1, gen 2010 - Epifania) Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Pensiero e azione politica delle donne

                 
Miss Leavitt  

Una donna che ha dato
un contributo fondamentale
alla conoscenza dell’Universo


di Sergio d’Amico

Nell’America di fine ‘800, era difficile sfuggire al tradizionale ruolo di moglie e madre che la Società dell’epoca attribuiva automaticamente alle donne. E, per quelle che intendevano realizzarsi nelle professioni intellettuali si apriva, spesso, un futuro pieno di incognite, sacrifici e umiliazioni.

                                 

Tuttavia, vi furono delle rilevanti eccezioni: fra queste, si può annoverare quella dell’astronoma Henrietta Swan Leavitt, che fornì alla Scienza il metodo per misurare le distanze che ci separano dalle galassie che popolano il Cosmo.

Un Direttore lungimirante

Nata a Lancaster (Massachusetts), nel luglio 1868, figlia di un pastore congregazionalista, Henrietta Leavitt, poco prima del suo 24 - esimo compleanno, si laureò in astronomia, con il massimo dei voti, al Radcliff College. L’anno successivo, ebbe la fortuna di essere assunta, a titolo di volontaria, nel laboratorio dell'osservatorio di Harvard, diretto da Edward Charles Pickering. Egli, a differenza di molti suoi colleghi, apprezzava molto l’attività scientifica che le donne potevano condurre. Perciò, assunse oltre 40 astronome, ognuna con mansioni diverse, e si lamentò spesso del fatto che l’Università non retribuisse adeguatamente le ricercatrici (si andava dai 25 ai 50 centesimi l’ora, cioè lo stipendio minimo). La maggior parte delle dipendenti di Pickering ricopriva incarichi non prestigiosi, come effettuare calcoli e ricopiare dati, ma le più brillanti fra loro dirigevano importanti settori di ricerca.

Un “Harem” molto geniale 

Fra queste, c’erano Williamina Fleming, che coordinava la stesura di un catalogo delle composizioni chimiche delle stelle; Antonia Maury, che classificava delle stelle in base alla loro luminosità; Annie Jump Cannon, che sarebbe divenuta, in seguito la prima docente di Astronomia in un Ateneo statunitense. A completare l’”Harem di Pickering” (come i colleghi maschi definivano il laboratorio di Harvard) vi era, naturalmente, Henrietta Leavitt, cui fu affidato il compito di studiare un tipo particolare di stelle – dette Cefeidi – la cui luminosità variava periodicamente. Il lavoro si svolse, dal 1908 al 1912, sulle foto delle Nubi di Magellano, riprese dall’Osservatorio peruviano di Arequipa, e produsse un catalogo di ben 1777 stelle variabili. Il risultato più eclatante fu quello che il periodo di variazione della luminosità delle Cefeidi era proporzionale alla loro brillantezza.

Una scoperta epocale  

Questo significava che, se fosse stato possibile misurare la lucentezza di una Cefeide, avente un dato periodo, posta a una distanza nota dalla Terra, sarebbe stato possibile ricavare la distanza di qualsiasi altra Cefeide, con lo stesso periodo, semplicemente confrontando le loro luminosità. Questo è ciò che avvenne pochi anni dopo, e Miss Leavitt ricevette i meritati riconoscimenti dalla comunità scientifica internazionale. Ma non potette goderne a lungo. A causa di vicissitudini familiari e di problemi di salute (era sorda), non si sposò, e dedicò tutta la sua vita al lavoro, fino a sfiancarsi: morì, infatti, di tumore a soli 53 anni.

Bibliografia

- Gabbiani Elena, Le Sonnambule. Storia delle presenze femminili nell’Astronomia, pubblicazione a cura del Liceo Ginnasio “M. Gioia”, Piacenza, 2004.
- Johnson George, Le stelle di Miss Leavitt, Codice Edizioni, Torino, 2006.
- Marsi Cristina, Le variabili Cefeidi e la scala dell’Universo, L’Astronomia, n. 41, febbraio 1985.
- McCarthy Martin F., I grandi osservatori: Harvard, in Astronomia, alla scoperta del cielo, vol. 4, Armando Curcio Editore, Roma, 1982.

Redazione

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