Semplice eleganza
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Scritto da Maria Miccoli "Ripensandoci" (anno III, n. 1, gen 2010 - Epifania) Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Cultura

Fabio Volo  

Esordisce come conduttore
radiofonico poi conquista
il pubblico con i suoi libri e film

 

di Maria Miccoli

Il cognome d’arte, Volo, gliel’ha dato colui che, come lui stesso ammette, gli ha insegnato tutto o quasi: Claudio Cecchetto. Lo spunto é il titolo di una sua canzone. Fino a metà degli anni ‘90, Fabio Volo si chiamava Fabio Bonetti ed era solo un ragazzo che aveva inciso una manciata di brani dance per un’etichetta bresciana.

Nato nel 1972, dopo le scuole medie lavora come panettiere nel negozio del padre e la sera trova lo stesso il tempo per guardare in Tv la banda di Renzo Arbore a “Indietro tutta”. Comprende quello che vuol fare nella vita. Inizia a frequentare le discoteche come intrattenitore sinché non incontra Claudio Cecchetto che nel 1996 lo sceglie come voce del suo nuovo programma: “Radio Capital”. Ma il vero salto lo fa due anni dopo, quando approda in Tv a  “Le iene”. La progressione è inarrestabile. Nel 2001 e 2002 conduce “Ca’ Volo” e “ Il coyote” su Mtv e “Smetto quando voglio” e “Lo spacca noci” su Italia1.

L' esordio letterario e cinematografico

Nel 2002 esordisce nella narrativa con “Esco a fare due passi”: storia semiautobiografica di un Dj radiofonico che alla soglia dei trent’anni ha paura di prendersi delle responsabilità. Riscuote successo immediato: oltre trecento mila copie vendute. Quello stesso anno segna anche il suo esordio al cinema: Alessandro D’Alatri lo vuole accanto a Stefania Rocca come protagonista maschile del film “Casomai”, storia di una coppia di giovani sposi alle prese con le difficoltà della vita. Per la sua prima parte in un film, Volo ottiene la candidatura al David di Donatello come migliore attore. Gli manca solo il teatro ed ecco che nel 2003 lo vediamo recitare sui palcoscenici in “Il mare è tranquillo”, pièce  scritta e diretta da Silvano Agosti.
Negli anni successivi continua a scrivere altri romanzi che finiscono regolarmente in testa alle classifiche, vendendo oltre 3 milioni e mezzo di copie tradotte poi anche all’estero. L’ultimo libro, “Il tempo che vorrei”  che tratta di temi già affrontati ha venduto ben cento mila copie in soli sei giorni.


   
      

La conferma di un talento

Anche la carriera cinematografica procede a gonfie vele: da “La febbre” (ancora con D’Alatri)  a “Bianco e nero” di Cristina Comencini passando per “Manuale d’amore 2”. Volo porta sullo schermo lo stesso personaggio, il medesimo che si ritrova nei suoi libri e che, alla fin fine, altro non è che il suo alter ego.
Ma quando gli si chiede qual è il suo vero lavoro, Volo risponde senza esitare: la radio. Dal 2000 conduce su Radio Deejay  “Il Volo del mattino”, in cui tra una chiacchiera e l’altra con gli ascoltatori, propone letture di poesie e brani musicali che spaziano dal Quartetto Cetra ai Radiohead. Una programmazione che  si discosta dal resto del palinsesto della radio riscuotendo enorme gradimento del pubblico.

 

 

 

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